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August 25 AtlanteDa moltissimi anni Atlante reggeva sulle spalle il peso del mondo. A volte si lamentava, perché era un peso enorme; e a volte piangeva, perché le pene degli esseri umani erano così gravi e si sentiva triste per loro. Ma continuava imperterrito a fare il suo dovere; e in tutti quegli anni non aveva mai osato alzare lo sguardo, né allungare la schiena, per non far cadere il suo prezioso carico. Poi, un giorno, gli apparve una fanciulla meravigliosa che portava cibo e vino e che gli disse: "Perché piangi, Atlante? Alza lo sguardo. Deponi il tuo fardello. Vieni a mangiare, a bere e a rinfrescarti". Ma Atlante le rispose: "Vattene di qui e non distrarmi. Il mio compito è reggere il peso del mondo e non posso scaricarlo". Allora gli apparve il diavolo, che portava oro, argento e ricchezze a profusione. "Perché piangi, Atlante? Alza lo sguardo. Deponi il tuo fardello. Vieni a dividere con me questo bottino". Ma Atlante gli disse: "Vattene di qui e non distrarmi. Il mio compito è reggere il peso del mondo e non posso scaricarlo". Poi gli apparve Giove, il padre di tutti gli dei, che gli disse: "Figliolo, sono molto contento del tuo lavoro. Porti sulle spalle da mille anni il peso del mondo e adesso è ora di liberarti da questo pesantissimo carico. Alza lo sguardo, Atlante. Alza lo sguardo e sappi che ti amo". Atlante alzò lo sguardo e vide Giove, suo padre, che sorrideva e gli faceva cenno di avvicinarsi con le mani. E Giove gli disse: "Alzati in piedi in tutta la tua statura, Atlante, e lascia che il tuo corpo riprenda forza e vigore". E quando Atlante si mise in posizione eretta, in tutta la possanza del suo corpo scultoreo, il mondo - che poggiava così saldamente da così tanto tempo sulle sue larghissime spalle - salì lentamente nei cieli. Allora Giove disse: "Guarda il mondo, figlio mio. L’hai sostenuto con tanta forza e con tanto amore che adesso può reggersi da solo. Guarda come sale nei cieli. Il mondo non deve più essere un peso per te". Ma Atlante si mise a piangere e gli disse: "Che cosa sarà di me, padre? Ho sorretto il mondo così a lungo; e adesso che non ce l’ho più sulle spalle che cosa farò? Che senso avrà la mia vita?". Giove lo abbracciò e disse: "Hai sofferto abbastanza, Atlante. È tempo che tu sieda alla mia destra, che abbia vino e cibo in quantità, e tutte le ricchezze che ti meriti. E il tuo compito, insieme al mio, sarà di sorvegliare non solo il mondo, ma anche tutti i pianeti della galassia. Atlante salì all’Olimpo e prese posto accanto a Giove; diede un’occhiata alla galassia e vide lune e soli meravigliosi, e stelle splendenti; sentì musica, canti e risate nell’aria purissima, e il suo cuore si riempì di un senso di gioia e di pace che non provava da mille anni. Giove lo abbracciò e gli disse: "Bentornato a casa, figliolo". TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://exit-planet-dust.spaces.live.com/blog/cns!7F59CE3D3C4C7B57!341.trak Weblogs that reference this entry
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